Cos’è il microcredito


Le origini del Microcredito sono piuttosto antiche: risalgono infatti al XIV e XV secolo, quando in Italia si sviluppano i Monti di Pietà, quelli Frumentari e quelli delle Doti. Tra il XIX ed il XX secolo nascono strumenti per fronteggiare la povertà del nascente proletariato industriale e dei ceti rurali. I primi movimenti partono dall’Inghilterra, ma successivamente si sviluppano anche in Francia, Germania e Italia, dove nascono le Casse Rurali (precursori del credito cooperativo). Il caso senz’altro più famoso al mondo di Microcredito è quello della Grameen Bank, nata ufficialmente nel 1976, e del suo fondatore, Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006. Lo strumento è stato poi replicato sia in altri paesi del terzo mondo sia, con gli opportuni aggiustamenti, in quelli industrializzati.

Universalmente con l’accezione Microcredito si intende un finanziamento di piccolo ammontare finalizzato all’avvio di un’attività imprenditoriale o per far fronte a spese d’emergenza che una persona con difficoltà sociali ed economiche si trova ad affrontare. In sostanza uno strumento di sviluppo economico per l’accesso ai servizi finanziari alle persone o alle iniziative imprenditoriali che per le loro micro dimensioni, per l’inadeguatezza o la mancanza di reddito e o garanzie difficilmente sono prese in considerazione dalle banche tradizionali.

In questa direzione è andato anche il nostro paese. Con il Decreto n.176/2014, del Ministero dell’ Economia e delle Finanze, in vigore dal 16 dicembre 2014, che ha stabilito che il Microcredito si può concretizzare in due “indirizzi”uno rivolto soprattutto alle imprese e l’altro esclusivamente ai privati. Più specificatamente il primo è riservato all’avvio e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali o al finanziamento per la formazione di una persona al fine di agevolarne il suo inserimento nel mercato del lavoro, il secondo è destinato a persone fisiche che si trovino  in condizioni di vulnerabilità economica o sociale.

Ma il Microcredito è uno strumento di importante valenza sociale non solo perché offre la possibilità di avere un finanziamento a soggetti “non bancabili” ma anche perché, affiancando al prestito la fornitura di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio, si introduce una importante componente di crescita imprenditoriale ed educazione finanziaria. Il vero obiettivo quindi è quello di far avviare o sviluppare un’impresa che, trovato un suo equilibrio, possa  “passare” tra la schiera dei soggetti “bancabili” e che le persone in difficoltà economiche possano migliorare la gestione dei propri flussi familiari rendendosi meno vulnerabili.